Il Barbiere di Siviglia al Teatro Trianon di Napoli, brilla la lingua napoletana

 

Il Teatro Trianon di Napoli ha recentemente ospitato una nuova produzione de Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, presentata dall’Ensemble Mercadante. Questa versione segna la prima esecuzione mondiale del libretto rielaborato da Filippo Cammarano, con dialoghi parlati in napoletano in sostituzione dei recitativi, nella prima rappresentazione avvenuta nel 1818 al Teatro La Fenice di Napoli, ormai scomparso.

La rivisitazione mantiene intatto l’impianto musicale originale, con la sinfonia che fa da cornice a una serie di arie e duetti che mettono in risalto l’abilità dei cantanti. Ogni personaggio è  caratterizzato per evidenziare le proprie peculiarità e i momenti comici, grazie a una recitazione che arricchisce l’intera esplosiva narrazione.

Particolare rilievo va dato all’uso del “dialetto napoletano“, vera e propria lingua musicale, che conferisce all’opera una freschezza e una vitalità uniche. Le interazioni tra i personaggi, arricchite dalla varietà degli elementi comici, creano un legame immediato con il pubblico, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente.

La messa in scena ha seguito il modello della “rappresentazione all’italiana“, utilizzando scenografie essenziali e costumi sobri, che hanno permesso di focalizzarsi sull’azione e sui personaggi. La regia, ispirata alla scuola di Grotowski, favorisce un’interazione diretta tra attori e spettatori.

Questa produzione celebra la tradizione operistica napoletana, proprio nel momento in cui Rossini operava al Real Teatro di San Carlo componendo capolavori tragici come Otello, Ermione e Armida. Operazione di ricerca che offre anche un’opportunità di riflessione sulle radici culturali e popolari nel grande mondo del melodramma.

Bravissima è stata Angela Schisano nei panni di Rosina, eccellono William Hernandez (Figaro) e Giovanni Romeo (Bartolo). Brayan Ávila Martínez ci consegna un Almaviva allampanato e stilisticamente corretto, mentre Arturo Espinosa offre un Basilio di ottima fattura. Emanuela De Rosa si è distinta come Berta, e completano il cast Pasquale Petrillo, un Fiorello di clamorosa preparazione vocale, e Antonio Coccia, il simpatico Ambrogio.

Un plauso va al direttore dell’Ensemble Mercadante, Benedikt Sauer, al quale auguriamo di continuare su questo prezioso percorso di ricerca musicale, così arricchente per la cultura non solo napoletana.

Pino De Stasio

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