Serata storica per il Real Teatro di San Carlo, mai un controtenore di così elevata qualità ha messo piede sul palcoscenico del Massimo partenopeo, solo nel Settecento i famosi castrati come Farinelli ( Carlo Broschi) o Caffariello (Gaetano Majorano), stimatissimo da Porpora, o Gian Battista Velluti, per il quale Gioacchino Rossini scrisse la parte di Arsace nell‘Aureliano in Palmira.
Ci si aspettava il sold out per questo raffinatissimo concerto, che ha visto l’edizione critica delle musiche di Nicolini, Bonfichi, Manzaro, Mayr fino a Mercadante ed al genio di Rossini, di Giovanni Andrea Sechi e Gianmarco Rossi.
Probabilmente il pubblico napoletano necessita di nuove sollecitazioni per questo repertorio, che va dal ‘700 al primo ‘800, comprendendo autori del calibro menzionati.
Franco Fagioli è cantante che spazia agevolmente sulle tre ottave, e non teme i continui cambi di registro dosando i fiati come un mantice per organo vocale. Le esecuzioni della “messa di voce”, o i continui trilli torniti, le numerose e rapide cadenze o le immani agilità colorate da cristalline sospensioni sulle note sovracute, con scale ascendenti e discendenti di funambolica precisione, sono per lui naturale carisma, come nel magnifico rondò tratto dal Carlo Magno di Giuseppe Nicolini ” Lo sdegno io non pavento ” o nella stupenda scena dall’ Andronico del dimenticato ( purtroppo) Saverio Mercadante, “Dove m’aggiro” con lo straordinario finale ” Si bel contento in giubilo”.
Si resta attoniti da tanta sconcertante bravura, che oggi non teme confronti anche per quello che Franco Fagioli ci ha donato negli ultimi venti anni.
Ma è con Rossini che Franco Fagioli ci mostra una maturità, anche espressiva e interpretativa, di gran classe come nel “ Dolci silvestri orrori, amiche sponde! “, dall’Aureliano in Palmira. La nostra pelle freme per questa scena che da la possibilità a Fagioli di mostrare tutte le sue innumerevoli doti nel Belcanto italiano per come era stato scritto da Rossini per il mitico Velluti. Recitativi con dizione e agogica cesellata e perfetta dello spartito del pesarese, senza rinunciare alle straordinarie agilità che questa parte monstre impone.
Una serata da ricordare appieno, anche per la sapiente direzione del Maestro George Petrou che accompagna la voce di Fagioli su un piatto ritmico d’argento.
L’orchestra del Real Teatro di San Carlo sembra godere del concerto, sopratutto per la perizia degli splendidi assoli dei fiati e dei corni, regalandoci una bella sinfonia dal Tancredi rossiniano.
Pubblico felicissimo con richieste di bis e applausi scroscianti.
Pino De Stasio
Deve essere stato un concerto meraviglioso….ma programmarlo di giovedì sera rende impossibile partecipare per chi abita fuori città ( io abito a Forio) e il giorno dopo ha impegni di lavoro.Forse ,anche questo, potrebbe essere una motivazione per il mancato sold out che ,in verità , mi aspettavo…. Spero in un suo ritorno e poter ascoltare dal vivo la sua splendida voce.