Molto bene assortito il programma che Rosa Feola, soprano nostrano, ha proposto al pubblico del San Carlo. Una panoramica meravigliosa e virtuosistica che parte dalla bellissima composizione di Gioacchino Rossini “La regata veneziana“.
Qui troviamo tre canzonette, o meglio ” Lied “, in dialetto veneziano, dai titoli : Anzoleta avanti la regata , Anzoleta co passa la regata , Anzoleta dopo la regata , su testi di Francesco Maria Piave.
Sono tre composizioni di grande impegno dal punto di vista vocale e la Feola mostra estrema attenzione alle espressioni della parola in dialetto che si trasforma in “canto nuovo“, con tratti di un folklore colto. Ascoltare poi i tre pezzi di Giuseppe Martucci, immersi in un novecento rarefatto, che riprendono i versi celeberrimi di Carducci, ci apre il cuore verso un compositore dimenticato dai più, ma che ha dato molto alla musica italiana, ricordiamo tra i suoi tanti allievi Anfossi e Respighi, proprio da quest’ultimo la Feola ci canta ” quattro rispetti toscani“, meravigliosi per ritmica e colore.
Un plauso al bravo accompagnatore il Maestro Iain Burnside, attento e scrupoloso insegue perfettamente le qualità vocali della Feola, che per certi tratti ha necessità di tempi rallentati, anche per le due arie monstre che esegue alla perfezione, al netto di qualche forzatura nei sovracuti finali, ” Bel raggio lusingier” dalla Semiramide di Rossini è una pagina super impegnativa per una belcantista, e la Feola ci offre una interpretazione di gran pregio.
In Donizetti la Feola sceglie un’ aria tratta dalla Lucia di Lammermoor ,” Regnava nel silenzio” che ha necessità di essere cantata con tutta l’Opera eseguita in serata per mostrarci tutta la sua folle e vibrante interpretazione, l’attenderemo quindi nell’Opera compiuta.
Ci piace meno la Feola in Mozart, ” Or sai chi l’onore ” dal Don Giovanni ed il tenore che l’accompagna, Sun Tianxuefei, pur mostrando un bel colore e buona estensione di voce, ha dizione italiana mediocre, che verrà rimediata, si spera, al più presto.
Eccellente la Feola in Debussy nell’aria “Azael, pourquoi m’as tu quitté“, fraseggio e colore ci ha preso il cuore in questo enfant prodigue!
Il pubblico ha molto gradito la serata con ripetuti ed intensi applausi, anche con richieste di bis.
Pino De Stasio